
Fin dall’antichità il giardino annesso alle abitazioni di importanti personalità è sempre stato oggetto di ostentazione e simbolo di potere. Veniva considerato espressione del proprio status sociale
Già nell’antica Roma, gli Imperatori dotavano le proprie ville suburbane di importanti giardini, per mettere in evidenza l’importanza del proprio ruolo nella società.
L’imperatore Adriano, vissuto nel II sec D.C., fece costruire una villa nei pressi di Roma, a Tivoli: Villa Adriana, uno splendido luogo oggi aperto al pubblico e visitabile, che fu progettato dall’imperatore in persona per soddisfare sia esigenze residenziali che di rappresentanza. Magnifici edifici indipendenti e meravigliosi giardini furono ideati per accogliere eminenti personalità, ostentando il proprio potere attraverso giochi d’acqua, statue, siepi, fontane e colonnati.


Questa pratica di ostentare il proprio potere attraverso opulenti giardini fu molto diffusa nel corso della storia. A distinguersi particolarmente furono però i cosiddetti giardini rinascimentali all’italiana e i giardini alla francese realizzati tra il XV e il XVIII sec.
Perfetto esempio di sfoggio di potere sono i giardini dell’odierna Villa Farnesina, a Roma, che fu fatta costruire dal banchiere senese Agostino Chigi nel primo decennio del Cinquecento. Chigi, a quel tempo al servizio di Papa Giulio II, affidò i lavori di costruzione all’architetto Baldassare Peruzzi, suo conterraneo. I particolari ornamenti e i sontuosi giardini furono progettati per stupire i visitatori, spesso membri della corte pontificia, e mostrare la magnificenza del proprietario. Sul retro della villa fu realizzato il cosiddetto “Hortus Conclusus” Cinquecentesco, ovvero il “Giardino Chiuso” riservato al proprietario per la ricerca di una piacevole solitudine, immerso nella natura e accompagnato dallo scroscio d’acqua di una fontana. Adiacente all’Hortus Conclusus, separato da un’alta siepe, è il giardino di rappresentanza, destinato ad accogliere importanti ospiti e ad ammaliarli con le sue piante particolari e con fiori, statue e fontane. Boschetti erano persino presenti lungo il fiume Tevere, vi si poteva passeggiare per poi affacciarsi sul fiume mediante una loggia appositamente costruita. La villa prende oggi il nome di Villa Farnesina perché nel 1580 fu acquistata dal Cardinale Alessandro Farnese. I suoi giardini continuarono dunque ad essere luogo di ostentazione di potere e furono uniti a quelli della proprietà adiacente già appartenente ai Farnese.


Altro giardino di rilevante importanza fu il Giardino di Boboli, alle spalle di Palazzo Pitti a Firenze. Realizzato per volere della famiglia Medici, ha ispirato i giardini di numerose corti europee. Considerato uno dei più belli esemplari di giardino rinascimentale all’italiana, si può anche identificare come un museo a cielo aperto: statue, grotte, fontane, terrazzamenti e splendide architetture caratterizzano quest’area. Tra le numerose grotte ammirabili in questo luogo, a distinguersi particolarmente è la Grotta Grande, detta anche Grotta del Buontalenti. Realizzata nella seconda metà del Cinquecento, la sua facciata si deve a Giorgio Vasari, che iniziò a lavorarvi nel 1557. Due colonne a sostegno di un architrave, due nicchie laterali ospitanti due sculture realizzate da Baccio Bandinelli: quella che inizialmente era la porta d’accesso ad un vivaio, tra il 1583 e il 1587 divenne l’ingresso della Grotta Grande.

La grotta fu realizzata da Bernardo Buontalenti su commissione del Granduca Francesco I de Medici, ed è proprio dall’artista che la costruì che prende il nome. All’interno, la struttura presenta decorazioni scultoree e pittoriche realizzate da molteplici artisti, mentre all’esterno lo stemma Mediceo si staglia al di sopra dell’arcata d’ingresso arricchita da stalattiti.


Interessante spazio naturalistico di questo giardino è quello delle Cerchiate, viali coperti da alberi curvati e intrecciati tra di loro a formare dei tunnel nei quali è possibile passeggiare godendo di pace, natura e ombra.

Spazi verdi architettonicamente ordinati, esposizione di sculture antiche e rinascimentali ben strutturata, siepi perfettamente modellate danno luogo ad una pluralità di vialetti. Tutto ciò, insieme alle numerose fontane, ai vari terrazzamenti e alle molte varietà botaniche, testimonia l’immenso potere politico ed economico della famiglia Medici.

I giardini all’italiana, si distinguono da quelli alla francese per una precisa caratteristica: i primi sono espressione del gusto rinascimentale, i secondi sono caratterizzati da una teatralità barocca.
Magnifico esempio di giardino alla francese è quello della Reggia di Versailles, realizzato dall’architetto paesaggista André le Notre a partire dal 1661. Quarant’anni di lavori si sono resi necessari per portare a termine tale progetto commissionato da Luigi XIV. Immensi impianti idrici sono sati realizzati per poter installare fontane, giochi d’acqua e sistemi di irrigazione. Spettacolare è la parte di giardino denominata Orangerie, che fu realizzata da Louis Le Vau e conta un totale di 1055 alberi di varie specie disposti simmetricamente, un laghetto circolare nella parte centrale e prati che danno luogo a motivi geometrici irregolari.

386 sono le sculture in bronzo e in marmo che decorano i giardini, che per questo sono considerati il più grande museo all’aperto di scultura in tutto il mondo. Le statue, commissionate da Luigi XIV, sono espressione delle virtù della monarchia francese: Amore, potere, forza e gloria. Numerosissimi artisti del XVII sec. hanno contribuito a creare questo giardino delle meraviglie.


Questo museo a cielo aperto stupisce ancora oggi i visitatori provenienti da tutto il mondo.
Mary Bua


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